LA SCOMPARSA DI DAVIDE BEVERINO HA SCONVOLTO IL MONDO DEL WINDSURF.
 


CIAO DAVIDE , PECCATO PERDERTI COSì.

Il ricordo di Pietro Porcella

Una notizia appena letta su Internet mentre sono a Maui mi ha sconvolto: Davide Beverino, uno dei più bravi windsurfisti italiani è morto facendo pesca subacquea a Cagliari, davanti al Capo Sant’Elia, dove appena tre settimane fa passavamo col ‘percorso natura’ del 14° Cagliari Grand Prix. Era una gara che anche lui mi aveva detto di voler fare se non fosse stato impegnato in Puglia col campionato nazionale di slalom.
Davide era un atleta solare. Forte ed educato. Orgoglio dell’Arma dell’Areonautica a cui apparteneva.
L’ho conosciuto inizialmente in Sicilia, a Mondello, dove ogni anno vado a fare lo speaker per l’Albaria al World Festival on the Beach.
Erano i primi anni del nuovo secolo e lui,alto, bello, tecnico,  era salito subito alla ribalta come uno dei più forti regatanti del lotto internazionale alla ‘Spring Cup’.
Spesso li col fratello Andrea.I Beverino di Roma, grandi atleti in tutti i sensi, temuti da tutti.
Davide in particolare era un regatante attento, combattente e determinato al punto giusto. Giocoso, simpatico e di compagnia quando dividevamo le ore a terra.
L’ho ritrovato a Cagliari e a Chia (dove aveva preso la residenza) gli ultimi due anni.
In questa foto è immortalato con Gabriele Serra mentre passeggia felice vicino al pontile del Giudeo.
Si allenava e ‘viveva’ metà del suo tempo al Windsurfing Club Cagliari, dove notavi subito il suo van blu pieno di attrezzatture.  
Non dimenticherò mai l’ultima volta che l’ho visto a Chia, all’inizio della settimana del Chia Classic.
Era da poco passata l’alba e stavo andando con Francisco a Cala Cipolla a vedere se c’erano le condizioni per fare il surf contest.
Davide era la, sul suo van al lato della strada, che scrutava il mare dietro la spiaggia del Giudeo, prima di scendere a Cagliari per allenarsi con la tavola race con gli amici del Windsurfing Club.

"Ciao Davide, Domenica di Pasqua ci sei? Se c’è uno che può battere il record di Steve Allen di 14′ 27" nella regata ‘percorso natura’ del Chia Classic,  -gli dissi- quello sei tu."

"Ci sarò, ci sarò- mi rispose – io vivo qui, dove vuoi che vada?"
Poi la Domenica di Pasqua piovve a dirotto e lui mi chiamo al cellulare la mattina per assicurarsi che avevo cancellato la gara altrimenti era pronto a scendere in acqua anche sotto l’aquazzone. Non l’ho rivisto nell’ultimo mese ma mi era rimasto impressa quella sua voglia di gareggiare e di confrontarsi col mare.
La sua scomparsa e la scossa che ci prende, quando muore prematuramente un ragazzo così giovane, così forte, è stata simile a quella che mi aveva fulminato, venti anni fa, quando seppi della scomparsa di Giovanni Donà dalle Rose, un altro  forte windsurfer-subacqueo mio amico, morto a soli 19 anni in Tunisia in immersione libera sotto gli occhi del padre.
Alla stessa maniera, per sincope, andando troppo giù nel mare amico.
Immagino il dolore straziante che assale i suoi parenti e amici più cari.
Vorrei ricordare la forza e l’entusiasmo di Davide, dedicandogli dall’anno prossimo il ‘percorso natura’ del  Cagliari Grand Prix o del Chia Classic.
Adesso mi chiudo in rispettoso silenzio, e mando un abbraccio commosso al fratello e ai genitori. Addio Davide, sei stato un grande.
 

 

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